Rispondi alla verità

      

"Tagliatele la testa!" gridava a gran voce la Regina. "Tagliate la testa".
Non faceva altro che leggere queste due righe, sdraiata su un letto ricoperto di libri, immersa nella sua biblioteca circolare dove si era più volte rifugiata per darsi consistenza.
Una vita intera alla ricerca di sè tra le parole scritte da qualcun altro per non sentire le sue, quelle vere. Tempo sprecato nel labirinto del sapere per riempire la sua testa ostinatamente alla ricerca di rumore, per rifuggire il suo silenzio. Di libro in libro si illuse di costruire la sua raffinatezza, la sua consapevolezza, di riuscire a nascondere le sue paure, di trovare la risposta che lei non si voleva dare. Era lei il totem a due faccie, lo sapeva di essere due, eppure il suo sguardo rimaneva ancorato alla convinzione di essere una, una costruzione, un'idea. Bastava camminare sul retro per liberarsi dell'incognita e ritrovare nuovamente l'effige del suo viso. Le piacevano i racconti sull'esistenza di città perfette, lontane, senza nome, senza possibilità di definizione perché lì non sarebbe stata costretta a dover definire se stessa, ed i suoi pensieri sarebbero stati come un pugno di sabbia che scivola tra le mani. Ma non era la mente a reclamare il sacrificio, bensì il desiderio di essere presa e posseduta nel corpo, di appartenere totalmente a qualcuno che riuscisse a bere fino all'ultima goccia della sua essenza. Perché l'offerta totale di sé sarebbe stata la liberazione di sé.

Non desiderava avere certezze ma poter annegare nella verità delle pulsioni. E sapeva, come chiunque senta un richiamo, a chi affidarsi. Chiamò la sua sorella gemella, l'altra parte di sè vissuta tra odio e amore, tra attrazione e repulsione, per riuscire ad arrendersi a tutto ciò che lei non aveva mai voluto accettare attraverso il linguaggio del corpo.
Riuscirono a giocare tra loro con punizioni che si trasformarono in trofei, e Trendy riuscì a rispondere a quell'urlo soffocato che delicatamente divenne un canto liberatorio. E quella testa la tagliò, ma non per essere come Salomè, condannata ad espiare la sua colpa, ma una donna padrona di se stessa.

Rispondi alla veritàultima modifica: 2006-05-07T16:33:00+02:00da nelvolo
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30 pensieri su “Rispondi alla verità

  1. Mi piace questa regina, così vulnerabile e così lontana da tutte le “padronanze”. ..sarà perche mi sono sentita sempre accanto agli ultimi, sarà perchè diffido delle troppe certezze e della felicità a tutti i costi, in particolar modo se sbandierata…b uona giornata Mo. Oggi ho tanta voglia di ridere…come una cretina…

  2. Ringrazio il commento anonimo dell’augurio di buona giornata. Ma chiedo scusa dei miei profondi limiti e del fatto che ho capito poco niente del messaggio tra le righe. Sta a vedere che non ho neppure capito il messaggio di questo nostro post. Ci penserò. Monica

  3. Dell’orgasmo di Eros-Thanatos tipicamente decadente, della storia di Salomè e di sua madre la cosa che mi piace di più è la danza dei sette veli . Ma di sicuro non sopporto la pesantezza di questi eroi fascinosi che si scagliano contro la morale innamorati dall’idea di vedere sangue e teste che rotolano. Piuttosto mi diverte meggiormente come quest’aspetto tenebroso possa convivere con quello angelico attraverso le sensuali frustate delle due fanciulle, di Trendy e sua sorella gemella.
    Mi piace leggervi, è divertente, a volte, e la cosa mi fa ridere, mi sembra di leggere pensieri simili ai miei come se mi vedessi allo specchio. Curioso veramente questa specie di gioco di riflessi. In ogni caso condivido la “leggerezza” come mezzo per rovistare anche nel profondo di se, e ancora di più condivido questa sensazione di “consistenza” che si avverte quando si alza lo sguardo dai libri e le cose si vivono direttamente sulla pelle. Lesfem

  4. Sai, resto dell’idea che il vero confessionale, se così lo vogliamo chiamare, stia proprio tra le parole che pubblichiamo qui, un confessare se stessi, che va letto con calma, con attenzione e con quella curiosità a scoprire quanto di noi vi si rifletta. E quella stessa attenzione alla molteplicità la noto anche in voi, vi vedo come ricercatori di nuove combinazioni da esplorare e da sondare con la giusta leggerezza. Seduta su uno scoglio dell’isola, mentre mi diverto con uno specchio a creare giochi di colore tra il sole e l’acqua, vi mando un caro saluto.

  5. In effetti di confessionali non se ne sente alcun bisogno. Cè in giro un inflazione pazzesca della chiacchera, delle parole che commentano il vuoto di altre parole. Sembra la versione moderna, volgare del confessionale del prete, anche quello spesso incontro di luoghi comuni, di cose ripetute sempre uguali, con le stesse identiche espressioni. Alle formulette religiose di un tempo, oggi si sono sotituiti i puntini di sospensioni, gli urletti di saluto, gli auguri di w.e., le faccettine disegnate con i simboli. Mia cara les io non faccio la morale, non mi interessa cerco altro. Io mi specchio in te . E’ questo il gioco che mi piace di più. Ma in questo navigare tra i riflessi, l’importante è che lo specchio non ci lasci in superficie, ma ci faccia scambiare la profndità del mare, i suoi segreti nascosti. E ti prego non mi raccontare lagne, o passioni malinconiche e decadenti. Io non le sopporto tanto bene. Ciao a presto

  6. L’unico tarlo che posso avere qui è non riuscire a trovare le giuste parole per comunicare le sensazioni. Quanto alla superficialità, mi chiedo, va bene che un’isola è uno straccio di terra limitato, ma possiamo forse evitare di considerare tutto il mare che c’è intorno? Non credo proprio, insomma da scoprire c’è proprio tanto, forse non basterebbe una vita!!

  7. Ho un’idea semplice. Basta mettersi in volo per raggiungere l’isola. Librarsi nell’aria per toccare, calpestare la terra e lasciare che ognuno conduca gli altri alla scoperta degli infiniti segreti che possiede. Un abbraccio. Lesfem

  8. l’aereo mezzo straordinario. Non sai quanto mi piace volare. osservare la terra dall’alto, le geometrie, le forme, sembra che ci sia sempre un architetto divino a presiedere la bellezza dei luoghi. Volando spesso mi sono sempre successe cose molto belle. Alcune di quelle raccontate qui grazie alla possibilità di volare, mi hanno fatto vedere come realtà e immaginazione si possano rincorrerere una con l’altra, con facilità ognuna creare qualcosa dentro l’altra. Lo sai che l’altro giorno ho fotografato delle bellissime isole che sembrano accarezzate dall’ala del mio aereoplano?. Ciao

  9. Jorge è il ben accetto. Credo proprio che possa apprezzare la linea sottile tra realtà e sogno di questi luoghi. Ci troveremmo magari sotto quei baldacchini danzanti a comporre tutti insieme uno di quei racconti imperscrutabili di cui è stato maestro. Uniremmo tutta la nostra immaginazione, ci si perderebbe finalmente nell’infinito pur partendo dalle nostre individualità, davvero intrigante.

  10. Vedo storie ovunque, sento voci che vorrebbero potersi esprimere con tutta la loro intensità. Chi ha scritto ha avuto il coraggio di farlo, chi propone se stesso come un reciclo di citazioni invece priva di altri magari di ulteriore bellezza, ma soprattutto priva se stesso della sua unicità. Ed è un vero peccato. Ma ad ognuno “il suo”.

  11. Capisco cosa vuoi dire, perchè le stesse storie che scrivo io, in quest’atmosfer a così da sogno, non sono altro che la trasposizione romanzata di fatti e di persone assolutamente reali. C’è sempre un tocco di realtà dietro un velo fatto di apparenza. Ma anche lì, perchè si sceglie una formula piuttosto che un’altra? E che importanza ha poi dare tutto questo peso alla forma. Posso permettermi di definire i vostri personaggi specchi nello specchio? Personificazion i di riflessioni, pensieri, desideri, impulsi, che in quanto tali meritano la massima espressività. Lesfem

  12. Eccome se la ricordo, film straordinario, uno dei pochi che annovero nella mia videoteca. Quello che trovo curioso nelle atmosfere create, è l’effetto della spersonalizzazi one, è come nuotare al largo, il senso del piccolo di fronte al grande che può inghiottire da un momento all’altro. Eppure in qulla nuotata se qualcuno guardasse il mare da un aereo, non noterebbe la tua presenza. Ci si confonderebbe nell’infinito, anche se tu sai di farne parte in quell’istante. Les

  13. Attraverso l’isola di Les… sono arrivata qui ed ho ritrovato parole che sicuramente avevo già scorto tempo indietro…. ho letto un po’ di post e vedo che il tema delle gemelle ritorna spesso.. penso che anche i figli unici abbiano un gemello, ce lo portiamo dentro ogni giorni.. l’altra parte di noi.. ed ogni è una lotta per la sopravvivenza e per la supremazia… un saluto Mai.

  14. Nel mio giardino ho un acero che ho piantato 20 anni fa, infatti anch’io lo vedo maschile, spesso lo abbraccio forte. Non butto via niente, gli stelli e le foglie secche le brucio in camino. Ho provato anche mangiarlo ma è un po amaro…e di estate mi sdraio sui rami che si piegano elasticamente sotto il mio peso. E vero Claudio, un giardino non è completo con soli fiori, gli alberi sono importanti. Te acuerdas de los plataneros de las Ramblas? Yo muy a menudo. Te beso, se aprecian mucho tus ideas en mi casa y en mi jardin…que tengas un buen dia, Ana

  15. Sai ho scoperto l’isola di Les il primo giorno in cui è apparsa in questo mondo.. ed ogni giorno ci ho mosso qualche passo.. lì si sta bene, si sente l’apertura verso l’esterno… e mi sono riconosciuta molto nella signora curiosità… un saluto a presto Sabi

  16. …l’offerta totale di sè non è altro che la liberazione di sè…la libertà di essere…che si riesce a trovare solo nella totale appartenenza a qualcuno…nell ‘abbandono senza raziocinio che sfugge ad ogni definizione…p erchè non si fa domande…butte rfly

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