Che il sipario si riapra

Sono sul palco di un teatro. Gli spettatori sono scelti accuratamente, uno per uno. Sanno esattamente cosa sto interpretando perché hanno costruito con me la rappresentazione. Un faro mi illumina. Mi immergo in quella luce con tutta la passione e l'intensità che voglio comunicare, ci metto forza, ardore, ci metto me. La mia vita è in scena, non voglio esserne spettatrice ma attrice e regista, eppure tra quel pubblico mi ritrovo anch'io, ad osservare da lontano. Conosco cosa significa battere i piedi sul palco, ma so anche cosa significa guardare, godere, vibrare, emozionarmi del puro piacere della vista che mi collega alla rappresentazione, o essere pura spettatrice in attesa di un nuovo atto.

Il ritmo incalza, voglio raggiungere la vetta della montagna dell'espressione, potessi urlerei, potessi mi clonerei infinite volte per dare spazio a tutto e per farmi trapassare da tutto. In quel momento l'ispirazione sembra cancellare l'esistenza, la propria identità. Non esisto e mi sembra quasi di volare. Sono solo un canale, un tubo idraulico che rischia di intasarsi, questo lo so. Ma finchè avrò respiro l'acqua continuerà a scorrere. Sono materia inconsistente, un pulviscolo luminescente ricettacolo di bellezza, e da lei continuo a farmi guidare.

Che il sipario si riapraultima modifica: 2006-06-16T11:22:20+02:00da nelvolo
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12 pensieri su “Che il sipario si riapra

  1. tutti noi siamo attori sul palcoscenico della vita. A volte siamo spettatori di noi stessi, altre volte semplici controfigure che lasciano abortire i propri giorni.Rarament e si è protagonisti della propria esistenza…
    ma essere un canale, farsi attraversare dal flusso delle emozioni come dici tu, per poi restituirle amplificate agli altri, è Arte…
    un occhio colmo di luce…uno sguardo luminoso sul mondo!
    Grazie Mo!

  2. sì sto bene.. in fase di rinnovamento..m a sto bene… mi piacerebbe qualche volta trovare qualche tua parola sulle mie parole e non solo sulla grafica… fermati una volta e leggi… so che sai farlo benissimo.. bacio Sabi (con cuscino a portata di mano)

  3. Mo sulla scena che si fa guardare, Cla fra il pubblico che la guarda…Cla l’attore e Mo il pubblico…Cla e Mo sulla scena che si fanno guardare da tutti noi…e seduti tra il pubbico ad ascoltare. Cla e Mo non hanno ruoli, nè pregiudizi nè schemi…io sono la sorella di Cla e di Mo e mi mancano…

  4. Il teatro è il mondo e noi tutti siamo attori in cui recitiamo un ruolo, un personaggio, i più bravi riescono ad interpretare parti diverse e mentre recitano osservano gli altri… gli spettatori… spettatori? Il dubbio prende e se fossero attori… in questo pianeta in cui tutto è confuso e nebbioso, nessuno sa più quando inizia la recita e quando finisce….

  5. Ricorda Pirandello, “Così è se vi pare” … l’inconoscibil ità del reale, a cui ognuno può dare una propria interpretazione ed una propria verità che possono non coincidere con quelle degli altri. Molto bello, intrigante come sempre. Bacio a tutti: attori e spettatori che sento molto simili a me. Manuela

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